venerdì 30 maggio 2008

Le fortificazioni di mozia


La città di Mozia era difesa, oltre che dalla sua stessa posizione geografica, su di un’isola al centro di una laguna,
da una linea di FORTIFICAZIONI. A Mozia sono state individuate ben quattro linee di fortificazione, addossate una all’altra, costruite dal VI secolo a.c fino alla fine del V
secolo a.c. il primo muro di cinta era spesso circa 1 metro e con l’ultima ricostruzione lo spessore della cinta muraria raggiunge i 5 metri. non conosciamo l’esatta altezza delle mura, il tratto meglio conservato è alto circa 5 metri. La parte inferiore era realizzata con grosse pietre lavorate,
provenienti dalla terra ferma mentre la parte superiore era realizzata in mattoni di argilla di diversi colori realizzati direttamente sul posto. ogni 22 metri circa era stata costruita una torre a pianta quadrata, con 2 stanze al suo intero.

Marsala:la rocca forte navale punica


Dopo la distruzione di Mozia,avvenuta nel 397 a.c, quando le numerose e belle case vennero rase al suolo, i cittadini massacrati e la città saccheggiata dalle truppe greche di Dionigi di Siracusa, i superstiti abbandonarono l’isola per fondare Lilibeo,l’ odierna marsala. Marsala divenne la più importante base navale punica della Sicilia. Nel 241 a.c, dopo la prima guerra punica, la città passò ai Romani. Tra i relitti seppelliti nel mediterraneo, è venuto alla luce l’unico esemplare di nave punica esistente al mondo; la nave si trova presso il baglio Aselmi. è stata recuperata la parte posteriore e il lato di babordo di una imbarcazione da guerra, di linea slanciata, nel cui scafo si vedono le lettere dipinte dell'alfabeto fenicio- punico.
Giulietta

"uxori dulcissima"




Di epoca romana, del II secolo d.c, è la camera funeraria sotterranea scoperta recentemente nel centro della città di Marsala, in via Massimo d'Azeglio.
Attraverso una scala nella roccia, a 3 metri di profondità, la camera di 5 metri per 5, trapezioidale, possiede 6 sepolture scavate lungo i lati.
Sulle pareti troviamo delle decorazioni pittoriche: scene di banchetto, di danza, di musica, figure alate e pavoni, fiori, ghirlande e festoni, secondo l’iconografia funeraria romana che rimandava al viaggio dei defunti nei Campi Elisi.
E l’ipogeo ( camera funeraria sotterranea ) di CRISPIA SALVIA: un’iscrizione, infatti, indica con questo nome la defunta alla quale il marito dedico l’epigrafe.

La lavorazione della ceramica

Nelle città fenicie i forni per la cottura della ceramica erano numerosi ed erano costruiti all’interno di vere e proprie “officine”.
L’argilla era pestata a piedi nudi per renderla malleabile, e veniva posta sul tornio pronta per essere lavorata dalle mani del vasaio. Sul tornio la ceramica veniva lavorata e si poteva fare qualsiasi forma con le mani. Grazie alla velocità in cui girava si facevano tanti vasi in breve tempo, una volta finiti di lavorarli si lasciavano essiccare al sole per eliminare l’acqua e metterli nel forno.
Spesso alcuni vasi dopo averli messi dentro il forno si rompevano o si deformavano a causa di un po’ d’acqua o per la temperatura troppo calda che c’era nel forno. Per evitare questo impastavano con l’argilla alcuni materiali come paglia, sabbia o gusci dei molluschi triturati finemente.
I forni erano divisi in due parti: la camera di combustione, dove veniva messa la legna, e la camera di cottura, dove saliva il calore e i vasi venivano cotti.
Attraverso il laboratorio di ceramica ho visto com’egli antichi lavoravano la ceramica. Per me lavorarla è stata un’esperienza bella.
Michela!

La necropoli arcaica di Mozia


Il giorno 26/05/08 noi del corso “Archeogroup” siamo andati a Marsala al museo della nave punica, ma prima di vedere la grandissima nave punica abbiamo visto tantissimi reperti archeologici come vasi, gioielli e altro. A me è colpita la spiegazione dell’archeologa che diceva che c’erano 2 tipi di sepoltura una chiamata incinerazione, cioè che il corpo veniva bruciato e diventato cenere, veniva messo in dei contenitori; l’altro tipo di sepoltura era chiamata inumazione, cioè che il corpo veniva messo in una cassa e poi la cassa veniva sepolta. Accanto al defunto venivano messi tutti gli propri oggetti che per loro erano più preziosi, perché pensavano che nell’aldilà avevano un’altra vita, questo veniva chiamato corredo funerario. Il corredo funerario era messo dentro dei vasi come: la bottiglia con orlo a fungo, la brocca con orlo tribolato e una forma aperta ecc..

Michela!

giovedì 29 maggio 2008

La visita al bagno delle donne

Io mi chiamo Alessandra e frequento il corso di archeologia.
Giovedì pomeriggio siamo andati a vedere il cosiddetto “bagno delle donne”.Durante la visita abbiamo scoperto, grazie alle spiegazioni dell’archeologa e del padre di Silvio e Michela, che questo potrebbe essere stato un bagno per le donne il cui latte veniva utilizzato per nutrire le murene che venivano allevate nelle vasche.
Ci hanno raccontato che dai buchi degli scogli si lasciava entrare l’acqua alla quale si aggiungeva il latte delle donne per attirare le murene.
Parlando con la nostra archeologa abbiamo scoperto,invece,che in quelle vasche intagliate negli scogli veniva conservato il pesce che si lasciava essiccare sulle rive del mare;una volta essiccato veniva lavorato fino a diventare una marmellata chiamata garum in latino.
Sempre grazie al papà dei miei 2 compagni abbiamo visto una piccola grotta dove c’erano delle incisioni ma erano in gran parte moderne, solo 1 era antica che raffigurava un cavallo.
Poi abbiamo raccolto dei cocci di anfore, dentro le quali venivano messe la conserve come per esempio le spezie,le conserve di pesce,l’olio,il vino ecc….
Questi cocci si presentano lisciati dall’acqua del mare ed è difficile riconoscere la loro forma originaria.

.... Favignana oggi!

Da quando abbiamo aperto il blog, , abbiamo sempre parlato della nostra bellissima isola di Favignana riferendoci al suo passato , soprattutto all’epoca Fenicia.
Oggi abbiamo pensato che , magari qualcuno di voi , incuriosito dalla bellezza dell’isola , quest’estate vorrà venire trovarci.
Vogliamo darvi , allora , alcune notizie sulla nostra isola. Innanzitutto , Favignana appartiene all’arcipelago delle “Isole Egadi” , insieme a Levanzo e Marettimo.
Le Egadi si trovano di fronte alla città di Trapani e si possono raggiungere in aliscafo in pochissimo tempo (mezz’ora per Favignana e Levanzo , un’ora per Marettimo).
Le isole Egadi sono circondate da un mare limpido , cristallino , insomma bellissimo! Ma a Favignana non troverete solo il mare o i siti archeologici che vi abbiamo mostrato nel nostro blog.
A Maggio potete assistere al rito della “Mattanza” , la pesca del tonno che ha reso Favignana famosa. in tutto il mondo.
L’abbondanza dei tonni nelle nostre acque si deve alle correnti marine. In primavera i pescatori fanno entrare i tonni nella tonnara (camera della morte) e procedono alla mattanza come a una crudeltà gratuita ; la pesca del tonno
è , infatti , la principale risorsa economica dell’isole.
Anche il tufo ha rappresentato un’importante risorsa economica per la gente di Favignana. Il tufo , tagliato a blocchi (CANTUNI) , veniva esportato in tutta la Sicilia e in Nord Africa.
Nella zona di San Nicola troviamo le cave a cielo aperto ; nel rione Sant’Anna ci sono , invece , degli sprofondamenti che sono diventati contenitori per orti e giardini ipogei , protetti dalle pareti di pietra tufacea che non si vedono passando. Nella zona di Cala Rossa , nelle pareti rocciose che si affacciano sul mare troviamo grandi gallerie scavate per centinaia di metri che si aprono con bocche enormi , buie e silenziose.
Alessandra!